Fallen Fruit 88-365

Secondo giro cittadino per Manifesta 12: confermo le prime impressioni, mi sembra proprio che porti in città una bellissima atmosfera. Aggiungo: le opere in esposizione sono per lo più fatte a Palermo e prendendo spunto da Palermo (“site specific” nel gergo artistico, io preferisco l’italiano) con idee anche semplici ma che davvero riescono ad entusiasmarmi 🙂

Natura morta -40/365-

Io non faccio still life e non posseggo alcuna attrezzatura di sala da posa. Ma quando mi capita di averne voglia, come oggi, dopo aver comprato e affettato dei pompelmi rossi, allora mi diverto ad improvvisare qualcosa con mezzi di assoluta fortuna. In questo caso una lampada da comodino, un bicchiere, qualche tovagliolo di carta. Il risultato? A me mi piace!

La piccola foresta di acanto -34/365-

Oggi la ricerca mi ha condotto su terreni vicini a quelli della grafica. L’acanto è una pianta che mi affascina (più volte ho trattato questo tema), testimonia la nostra appartenenza alla Magna Grecia, cresce prepotentemente, sembra delicata e invece è fortissima e discretamente aggressiva. Ha carattere. Mi piace un qualcosa che saprei definire solo con “gli piace stare in compagnia”. Crea raduni festosi dal verde intenso e dai bianchi luminosi. Mi è piaciuto alterare alcuni verdi facendoli virare al rosso, evidenziando così la vitalità e la apparente contraddittorietà del suo “carattere”.

Costellazioni – 21/365 –

Una costellazione di margherite, di camomilla. Chi lo sa? Magari l’universo è un grande prato costellato di fiori. Oggi, 25 aprile, mi piace pensare che questa immagine possa suggerire a tutti la via per una nostra personale liberazione.

 

PS
Da oggi cambia il nome della serie, ripetere sempre lo stesso per 365 mi è sembrato davvero eccessivo. Il progetto continua in accordo all’idea iniziale ma ogni post avrà un suo proprio nome seguito dal numero d’ordine della serie.

Il primo giorno della mia seconda volta -19 –

Sul rapporto tra la città di Palermo e il mare non si è detto abbastanza, mi piacerebbe leggere lo studio di qualche sociologo in merito. Si, Palermo è a mare ma non è una città marinara! Lo erano alcune borgate storiche: il Borgo Vecchio, l’Arenella, Vergine Maria.  Che ormai faticano a non essere degradate a periferie. Per il resto… si è preferito toglierlo addirittura dalla vista, il mare, costruendo ovunque barriere su barriere. Che dire…dal punto di vista politico, ambientale, turistico, culturale si tratta certamente di una occasione perduta. Non per sempre, spero.

Il primo giorno della mia seconda volta -13-

Queste barche stanno con molta probabilità pescando la neonata, in italiano novellame. Non voglio qui criminalizzare i pescatori coinvolti (se lo meriterebbero, ma non si conclude nulla) quanto mettere l’accento sulla quantità di bracconaggio esercitato nel nostro mare. Quanti venditori di ricci vediamo ormai in certe strade di Palermo? Buona la neonata, certo! E alzi la mano chi vorrebbe rinunciare ad una pasta coi ricci! Però non è più possibile! Come consumatori abbiamo il dovere morale di cambiare abitudini: vogliamo smetterla per favore di comprare queste specie pescate di frodo? Vogliamo prenderci la responsabilità di un mercato sostenibile di prodotti alimentari che sono ancora direttamente prelevati in natura?